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DAGLI
ANNI ’30-’40 AGLI ANNI ‘50
I primi anni ’30 sono caratterizzati da un’ottima
produzione di autovetture all’estero: Polonia, Francia e Spagna. A Berlino
viene costruita la fiat Kredit Bank; l’Urss incarica la Fiat di produrre
cuscinetti a sfere e a rulli. La spinta internazionale diminuisce solo quando
Mussolini, salito al potere nel 1922, obbliga la produzione Fiat a concentrarsi
sulla costruzione aziendale in Libia, Etiopia e Somalia. La Fiat assorbe di lì
a poco l’azienda Cmasa-costruzioni meccaniche aereonautiche di Pisa. Sul
fronte dei prodotti, vengono costruite dall’Azienda Fiat delle macchine che
saranno pietre miliali si non poca indifferenza: la popolare 508 Balilla, le
lussuose 518 e 527 Ardita e l’aerodinamica 1500 e l’utilitaria 500
“Topolino”.
Nel
1937 inizia la costruzione dello stabilimento che ospiterà nel giro di poco
tempo dai 22 mila ai 56 mila dipendenti.
Nel
1930 nasce la Littorina, prima automotrice realizzata nel mondo; nel 1939
nascono due motori da 80 mila cavalli destinati ai transatlantici Augustus e
Roma. Il 14 luglio del 1935 muore prematuramente il figlio Edoardo Agnelli e nel
1939 Gianni Agnelli viene affiancato nell’amministrazione da Vittorio
Valletta.
Il
10 giugno del 1940 l’Italia entra in guerra e la Fiat è costretta a produrre
prodotti bellici; vengono costruiti principalmente aerei militari e sottomarini,
viene ridotta drasticamente la produzione di automobili. Nonostante le serie
difficoltà di produzione alla fine degli anni 40 la Fiat si riprende con la
costruzione dell’autotreno ATR 16 che in poco tempo conquisterà la
produzione. Vittorio Valletta alla
morte del senatore Agnelli che avviene nel 1945 assume la dirigenza
dell’Azienda. Negli stabilimenti Fiat riprende la produzione di automobili
come la 500 B berlinetta e giardiniera, la rinnovata 1100 e 1500. la Fiat assume
un ruolo rilevante nell’economia aziendale del paese. Tra gli anni ’50 e
’60 si verifica un’ottima produzione aziendale di prodotti Fiat che vanno
dalle automobili, agli autobus ai trattori ai motori marini.
ANNI
’60 – ‘70
In questo periodo, quando ormai l’Azienda Fiat è arrivata
a produrre nell’immediato automobili, motori, autobus non soltanto in Italia,
ma anche in Jugoslavia, Russia e Albania, la Fiat cerca altre opportunità:
viene costruito un Centro nucleare sperimentale a Sorin di Saluggia, nel
Varcellese. Raddoppia lo stabilimento di Mirafiori, e costruisce fabbriche in
Turchia, Jugoslavia, Albania, Argentina, Massico e Sudafrica.
Durante
gli anni ’60 la produzione fiat aumenta a dismisura, se proprio all’insegna
di una forte crescita aziendale: sarà auto dell’anno del 1967 la 124 e la
Dino cupè equipaggiata con un potentissimo motore Ferrari. Nel 1962 viene
inaugurata una fonderia a Carmagnola, vicino Torino; l’anno dopo a Napoli
nasce uno stabilimento di lubrificanti.
Un
passo molto importante nella produzione Fiat viene dato dalla costruzione di uno
stabilimento in Russia a Vaz, destinato a costruire 660 mila automobili
l’anno.
Alla
fine degli anno ’60 avviene un periodo di contestazioni sociali che avrà il
suo clou in manifestazioni e scioperi nelle aziende. La Fiat investe in modo
massiccio nel Mezzogiorno e avvia la costruzione di aziende a Termini, Lecce,
Bari, Cassino. Nel 1966 Gianni Agnelli diventa presidente della società.
L’anno dopo muore Vottorio Valletta.
Problemi
sociali, crisi petrolifera sono i problemi che dominano negli anni ’70,
nonostante le difficoltà economiche e familiari che la Fiat è costretta ad
affrontare in questo periodo, viene creato un nuovo modello di automobile: la
127 che in poco tempo ha un enorme successo. Nel ’72 a Mirafiori, viene ad
esserci un’innovazione nella produzione: un sistema flessibile che assembla le
scocche delle automobile e avrà un enorme successo. Nello stesso periodo la
Fiat inizia il processo di decentramento gestionale, che trasformerà
l’Azienda in una holding industriale. Le attività svolte per decenni da
sezioni divise confluiscono in società autonome che operano ognuna in uno
specifico settore. Nel ’79 è la volta di Fiat Auto che raggruppa i marchi
Fiat, Lancia, Autobianchi e Ferrari.
ANNI
’80 - ‘90
Negli anni ’80 si presenta una forte innovazione
all’interno dell’Azienda Fiat: vengono costruiti veicoli elettrici o a
metano, e viene avviato il progetto Fare, per il riciclo delle auto destinate
alla demolizione. Nel 1980 nasce la Panda ideata da Giuggiaro che avrà una
forte rilevanza in campo economico, l’anno dopo viene presentata in Florida la
Uno che diverrà da lì a poco l’emblema Fiat. Nell’85 il modello adotta il
rivoluzionario motore Fire che viene costruito nella fabbrica completamente
automatizzata di Termoli, in Molise. Nell’88 vengono costruiti molti modelli
nuovi e innovativi di automobili: Fiat Tipo, Lancia, Ducato, Ferrari Testarossa.
Vengono stipulati in questi anni, molti accordi internazionali come quello con
la cinese Najing Motor Corporation di Nanchino che permetterà di produrre
macchine Iveco anche in Cina.
La
Fiat assume negli anni ’90 una strategia di globalizzazione del business che
punta sui mercati extraeuropei. Vengono pensate e costruite anche per il mercato
internazionale autovetture come: Fiat Punto, Fiat Bravo e Alfa Romeo 156.
Successivamente
l’Azienda Fiat stila un accordo con la Renault per unire le attività negli
autobus e per i veicoli antincendio. A maggio del ’99 viene siglato un accordo
per l’acquisizione della Case Corporation dalla New Holland.
Da
lì a poco la sede centrale dell’Azienda Fiat viene trasferita in via Marconi
nella sede del Lingotto. Nel 1996 l’avvocato Giovanni Agnelli diventa
presidente d’onore della Fiat, Cesare Romiti lo sostituisce fino al ’98,
anno in cui gli succede Paolo Fresco.
A
cent’anni dalla fondazione il gruppo fiat diviene una holding internazionale,
leader mondiale in diversi settori.
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